Articoli marcati con tag ‘parodia’

Forklift Driver Klaus (un post che sembra un uovo di Pasqua)

Mercoledì, 11 Agosto 2010

Attenzione: il corto che state vedere per quanto innegabilmente e oltraggiosamente divertente contiene delle scene horror mica da ridere, quindi non dite che non siete stati avvertiti :)

Forklift Driver Klaus: The First Day on the Job è una gustosissima parodia dei filmati di istruzioni di sicurezza che si possono trovare relativi più o meno a qualsiasi cosa. E’, per essere precisi, una parodia horror-splatter fatta con pochi mezzi, ma con estrema cognizione di causa e conoscenza del genere. In pratica è una rilettura sul tema: qualcosa di assolutamente normale “goes horribly wrong”. Su questo stile per intenderci:

Tra l’altro la descrizione del corto sostiene che la voce narrante sia quella del più popolare narratore tedesco proprio di filmati di istruzioni. Se non si chiama attenzione ai dettagli questa…

Lo sveglio popolo di Five Obstructions si starà chiedendo qualcosa (sveglio dev’esserlo per forza, visto che ultimamente gli aggiornamenti del sito vengono pubblicati ben dopo la mezzanotte: viva il fuso orario USA!). Perchè parlare di un corto, sì divertente, ma del 2000? Perchè in realtà il post è dedicato a ben altro. In particolare alla segnalazione di un ottimo sito che consiglio a tutti gli amanti dei cortometraggi di visitare: si tratta di Shorts Bay.

Non che mi voglia prendere io il merito di questa segnalazione, sia ben chiaro, dato che anche io ho seguito una segnalazione su un forum. Ma, visto che c’ero, valeva la pena di propagarlo attraverso queste pagine. Il sito è veramente ben fatto e raccoglie gli embed da Youtube, Vimeo e altri siti di video hosting di un sacco di bellissimi cortometraggi. Giusto per fare un esempio, oltre a quello che avete appena visto potete anche recuperare Logorama, il corto vincitore alla scorsa edizione degli Oscar.

Shorts bay lo conosco da due giorni e già lo adoro. Anche e soprattutto perchè è estremamente usabile: dispone infatti di tutte le possibili modalità di navigazione che si possano chiedere a una videoteca: per decade, per genere, per nazionalità, per feature e per popolarità. Manca “per regista”, ma generalmente gli autori di corti più fuori dal mucchio sono abbastanza sconosciuti (con notevoli eccezioni, ma qua piace fare di tutta l’erba un fascio).

Buona navigazione, amanti dei cortometraggi.

Saluti,

Michele

Did you mean…? #1

Sabato, 13 Febbraio 2010

Cosa sarebbe la nostra vita senza Google? Com’è possibile riuscire a sopravvivere, nell’era dell’informazione, al mare magnum di dati che intasano tutto il mondo là fuori senza una guida? Non si può. Google è stata una vera e propria rivoluzione continua dal 1998 fino ad oggi. E la sua importanza, in grado di letteralmente cambiare il mondo attorno a noi, è stata ben sottolineata dallo spot che hanno ideato e trasmesso durante l’ultimo Superbowl. Una piccola poesia fatta di semplici query inviate ad un motore di ricerca:

Lo spot si è (giustamente) beccato la sua sacrosanta tonnellata di parodie, tra le quali mi è particolarmente piaciuta questa:

Qua, c’è una bella lista.

E siccome di parodie vogliamo vivere, anche questo post vuole andare in quella direzione. Qui raccoglierò tutte le ricerche più strampalate e incredibili che, chissà come, hanno portato come risultato il click sul link di Five Obstructions. L’idea non è affatto nuova, cose del genere si fanno praticamente da quando esiste Google, e quello della Morelli movie guide ne è l’esempio più lampante e divertente. Tuttavia da questa idea banale esce sempre qualcosa di nuovo: il popolo di Internet è sempre in grado di sorprenderti.

Per cui ecco un post copia carbone di altre migliaia: in grassetto la query che ha portato al nostro sito (DISCLAIMER: gli autori di Five Obstructions si dissociano ora, in passato e in futuro, dalle query con cui l’idiozia umana è riuscita a giungere a loro. Sarebbe un po’ come criticare un tizio perchè gli hanno sparato addosso).

la bottega delle cose inutili
Sei nel posto giusto, baby

la canzone in spagnolo che c’è la finale di fast en furius 3
La finale di che?

amori impuberi nei film
E’ arrivato il momento di fare un bel discorsetto con Damiano…

rasature estreme
Per uomini che non devono chiedere ahi!

lunga
corto
Mettetevi d’accordo

manuel agnelli sadomaso
Diciamo che gli Afterhours non mi piacciono così tanto (o così poco, vedete voi)

come si rifà un quiz su facebook
Il pulsante “Rifai il quiz” mi sembra un forte indiziato

masturbazione medievale

film ambientati in antartide?
Eh si, ne hanno fatti

ffffilmy porno
Dalla PPPPolonia con ffffurore

pozzetto comunista
Non mi sembra il caso di arrivare agli insulti

“Jason Voorhees” filosofia
Ti sembra che un tipo del genere sia appassionato di Hegel e Schopenhauer ?

blog gay
Gay ci sarà tuo fratello

la bambina grossa del mondo you tube
Conosco solo quelle del pianeta Terra

www ma vammoriammazzato
Senza dubbio il miglior sito dell’interwebz

massimiliano ranieri renato pozzetto scena omosessuale
Oh
mio
Dio

www.fiveobstructions.com
Tu sei un genio. Ma scriverlo direttamente nella barra degli indirizzi?

Saluti,
Michele

Ritratti #1: Wilson Yip

Sabato, 30 Gennaio 2010

Questo è il primo post di una nuova “rubrica” del blog, che si affianca alle altre classiche sezioni. I Ritratti di Five Obstructions assomigliano a monografie su un determinato regista. Non lo sono per il semplice motivo che sono pochi i registi di cui potrei scrivere una monografia, avendo visto solo parte dei loro film. Inoltre contengono ben poche informazioni e considerazioni sulle loro opere. Sono più volte a raccogliere sensazioni e impressioni su nomi che gravitano dietro la macchina da presa. Non sono dedicate nè a grandi maestri (poco utile incensarli), nè a esordienti veri e propri. Nascono piuttosto come occasione per soffermarsi su un particolare regista, magari meno conosciuto, che pur avendo girato molti film famosi e apprezzati non ha visto il suo nome affermarsi tra il grande pubblico come Autore.

Il primo ritratto di Five Obstructions è dedicato a Wilson Yip.

Wilson Yip è un giovane regista di Hong Kong. Il suo debutto sul grande schermo è avvenuto nella seconda metà degli anni 90, quindi ha alle spalle una carriera di poco meno che quindici anni. Il suo primo film di rilievo è Mongkok story (Mongkok è un distretto di Hong Kong e, a quanto ne so, è una tra le zone più densamente popolate della Terra, vedere per credere

).

Il primo film di lui che ho visto fu Biozombie, del 1998.

Si può facilmente notare una fortissima passione per la parodia anarchica dello zombie movie e dell’horror in generale. La guasconeria e la risata leggera sono state nel primo decennio di carriera largamente il suo marchio di fabbrica.

A questa regola sfuggirono, ad esempio, il seguente Bullets over summer (del 1999)…

… e anche Juliet in Love, forse il suo miglior film. In queste prove Yip dimostra di essere maturo, molto più di quanto le sue guasconerie lascino intendere. In entrambi i film c’è una presa di coscienza dell’estetica del brutto e dell’antispettacolare, e la messa in scena di situazioni surreali e poetiche.

Spiace però vedere che questa linea non è stata più seguita. Con 2002 Yip torna all’intrattenimento più spettacolare e parodistico.

Anche in questo caso si ride di gran gusto e con un’estrema onestà nei confronti del proprio pubblico, con una parodia del genere poliziesco/ghostbuster.

Con il 2004 arriva Leaving me, Loving you, una struggentissima e lacrimevole storia d’amore in cui non c’è posto per la sua ironia.

Un film innegabilmente ben girato, ma con poco da dire (come un post di Five Obstructions, quindi).

Il 2004 è un anno importante. E’ infatti in quell’anno che Yip entra in contatto seriamente con il mondo delle arti marziali su pellicola, dopo la pagliacciata di 2002. Si tratta di The white dragon.

Anche in questo caso l’intento dissacrante è evidente. Yip declina il classico wuxiapian con temi da commedia liceale: i danzerecci e letali protagonisti non sono altro che sciocchi e immaturi ragazzini. Un po’ come in Twilight, solo che in quel caso si prendono tutti sul serio. Almeno in questo, un punto a Yip.

Questo si rivela comunque un passaggio importante, perchè Yip non abbandonerà più il genere. Attestandosi su livelli più bassi e commerciali del suo inizio di carriera, ma rimanendo una voce comunque importante e personale nell’Hong Kong di fine decennio. Il primo della lista è Sha po lang

…che rappresenta un classicissimo poliziesco con delle coreografie ben studiate, ma di poco impatto se si è appena smaliziati e non fanatici di arti marziali.

Segue Dragon Tiger Gate.

L’intento da cinecomic è più evidente e, se vogliamo, meno banale e più personale di Sha po Lang.

L’ultimo film di Yip che ho visto è Flash point.

Brutto, sporco e cattivo. Molto simile a Sha po lang, ma a quanto mi ricordo dotato di tutt’altra malizia e di un finale decisamente migliore.

Attualmente il buon Yip sembra essersi imbrigliato in una saga. Il suo ultimo film è infatti Ip Man, che non narra la storia di un benzinaio dell’Italiana Petroli (Dio, perdonami), ma di un maestro di arti marziali del passato cinese.

Sembra un ritorno al classicissimo wuxiapian che mal fa sperare. Soprattutto perchè il suo prossimo progetto per il 2010 è proprio Ip Man 2.

Incrocio le dita per un regista orientale che non ha mai spiccato per contenuti o qualità, ma che ha sempre fatto divertire con onestà e leggerezza.

Saluti,

Michele

Sacrebleu!

Giovedì, 21 Gennaio 2010

Un assonnato Michele vi dà il benvenuto alla prima variazione del 2010, praticamente a un mese di distanza dall’ultima del 2009. Abbiamo qualche piccolo problema nel dare continuità agli aggiornamenti principali del sito, ma il turbine di polemiche che ha seguito la recensione di Avatar ci lascia comunque soddisfatti di questo Gennaio.

Proprio queste reazioni da monocolo caduto mi danno la spinta giusta a parlarvi della nuova variazione. Ovvero una collezione di parodie, di quel meraviglioso transgenere letterario che porta a far pernacchie di tutto e di tutti, anche del Capolavoro Immortalmente Artistico che ora questa ora quella categoria di persone ritiene assolutamente Intoccabile. Anche per il solo gusto di sghignazzarsela di fronte alle reazioni sconsiderate. Pardon monsieur, vous avez perdu la baguette.

Saluti,

Michele