Articoli marcati con tag ‘tarantino’

The Lost Art of Inglourious Basterds

Martedì, 16 Febbraio 2010

Original post: http://www.slashfilm.com/2010/02/16/cool-stuff-the-lost-art-of-inglourious-basterds/

Saluti,

Michele

Trailer Fight #9: Sexploitation 2009

Domenica, 22 Novembre 2009

Prendiamola alla larga. L’exploitation film è un genere cinematografico che punta all’estrema spettacolarizzazione di un tema in maniera poco ortodossa e sicuramente non politically correct. Tale tema viene creato esplicitamente per un preciso settore di pubblico, che viene appagato nelle sue fantasie più sciocche e triviali. Appagato con il semplice vedere sullo schermo tutto ciò che desidera, lo spettatore non chiede altro. Proprio per questo generalmente l’exploitation film è a bassissimo budget e di bassissima qualità. Generalmente il tema è uno e unico e per questa ragione di exploitation film esistono infiniti sottogeneri. C’è il Blaxploitation, cinema nero in cui i neri sono buonissimi, i bianchi cattivissimi e fatto tutti delle fini atroci. Oppure c’è il Sexploitation: cinema da ragazzini in calore che vogliono vedere sullo schermo tette enormi che si azzuffano e si strusciano contro tutto quello che possa ricordare il loro fallo. Generalmente anche secchiate di sangue aiutano.

Tette, basso budget, regia di serie B, horror e/o violenza. Qualcosa dovrebbe suonarvi familiare. Sono infatti i temi preferiti dal cinema di Tarantino, un costante omaggio a quell’home video e a quel Grindhouse che lo ha accompagnato nella sua formazione filmica e che lo porta a creare meravigliosi affreschi postmoderni. Non è un caso la sua passione per Pam Grier, non è un caso che in cantiere abbia (a quanto si dice) un remake di Faster Pussycats kill! Kill!

In realtà questa trailer fight non ha a che fare direttamente con il sexploitation. Solo uno dei due film si può inserire in questa cornice. Il tema più centrale di questa trailer fight è la gender war, la guerra dei sessi. Sarebbe una versione più esplicità e sanguinosa delle banalità condite e servite da filmacci quali La verità è che non gli piaci abbastanza. Tra l’altro Gender Wars era anche un bellissimo gioco dei bei tempi andati. Se siete fan dell’abandonware francamente io non farei cadere questa segnalazione nel vuoto. Ma bando alle ciance, spazio agli ostacoli:

  • Trailer
  • Film sanguinosi e dalla violenza esplicita
  • Guerre di sessi
  • Film con impliciti/espliciti riferimenti al sesso
  • Film del 2009

I due film che si contendono le mie grazie oggi sono entrambi di fattura anglosassone. La parte statunitense porta il sexploitationissimo titolo Bitch slap, ad opera di un quasi sconosciuto Rick Jacobson. All’angolo britannico invece abbiamo Doghouse, sul quale imbroglierò un po’, dell’ancor più sconosciuto Jake West che, tuttavia, ha al suo attivo in passato altre graziosissime B-movie B-perle (nella B-zona). Trailer!

Bitch Slap

Doghouse

Bitch slap sembra avere proprio tutto dalla sua parte per passare come un perfetto esempio di sexploitation. A quanto si intravede (nelle scollature) dal trailer gli elementi di un rodrigueziano Planet Terror sembrano esserci tutte: hot chick, violenza, sesso, sangue insensato e volto completamente alla soddisfazione visiva dello spettatore. Intrattenimento piatto e fine a se stesso che, se portato avanti con onestà e intenti satirici, ci può stare tutto. In realtà si avverte che c’è qualcosa che non va. Innanzi tutto già rifarsi a Planet terror è sintomo di volersi rifare alla parte più volgare, meno mediata e meditata della rilettura del cinema alla grindhouse. Tarantino all’epoca andò oltre, molto ma molto oltre. Il suo A prova di morte sta anni luce avanti al pur onesto e divertente Planet Terror. Il problema di Bitch slap è che non sembra avere nemmeno le caratteristiche positive di Planet Terror e rischia di assomigliare troppo all’ancor peggiore e decisamente brutto Zombie strippers. Inoltre la presentazione dei personaggi femminili ha qualcosa che non va. I personaggi non sono così piatti (niente battute sulle scollature, mio buon pubblico di Five Obstructions, please! :D ) come dovrebbero essere. Il che fa presupporre una certa attenzione per i loro passati, per la loro storie e per un intreccio troppo complicato e intricato per un sexploitation film (troppi elementi nel trailer lo fanno presagire, sembra esserci una struttura più complicata dentro). Il che è male, malissimo. Svela inesorabilmente gli altarini: questo anche se vorrebbe esserlo NON E’ un sexploitation film. Si vuole fregiare del titolo solo per attirare spettatori, ma per il resto è la spazzatura della mediocrità 2009 che non ha nulla a che fare con la vecchia e buona pura spazzatura dei tempi del grindhouse.

Di contro Doghouse non vuole esserlo nemmeno un film di sexploitation. L’”imbroglio” a cui accennavo poco sopra consiste nel fatto che questo film in realtà l’ho già visto, quindi non parto dalla sola visione del trailer come di consueto in una trailer fight. Ma d’altronde il capo sono io e decido io. Tornando a noi, Doghouse parte da un principio ben preciso: la guerra dei sessi. E lo fa nel modo più politically uncorrect che si possa immaginare. Vogliamo essere maschilisti fino all’osso? Bene. La storia è questa: un gruppo di amici lascia a casa mogli e fidanzate per un weekend tutto birra e rutti al fine di risollevare l’animo di un membro del gruppo appena divorziato. Scelgono una cittadina completamente sperduta dove, però, tutte le donne sono misteriosamente tramutate in zombie cannibali di uomini. E da qui parte la festa del sangue e, soprattutto, delle risate. Doghouse non risparmia nulla dei clichè e lo fa con una struttura narrativa giustamente piatta e priva di contenuti. Ma divertente all’osso, specialmente nei suoi personaggi, caratterizzati come vere e proprie maschere (il misogino, lo sportivo, il nerd, eccetera). Una vera e propria orgia di sangue e risate che vi conquisterà molto più di pagliacciate fintamente cattive e reazionariamente buoniste come le finte gender wars del già citato La verità è che non gli piaci abbastanza. A patto di essere uomini, of course (d’altronde questo rigurgito di maschilismo è dovuto anche al Movember, vedere i giocatori della nazionale australiana di rugby per credere!).

Tra il disonesto finto superficiale e il genuino ignorante io preferisco il secondo. Di gran lunga.

Saluti,

Michele

Bastardi senza gloria

Giovedì, 8 Ottobre 2009

Questa volta si gioca davvero pesante. Nella nuova recensione pubblicata su Giornalettismo trattiamo quello che ormai sempre viene considerato un evento cinematografico: l’uscita del nuovo film di Quentin Tarantino. Seguite il link per un’inconsueta logorroica disanima della pellicola Bastardi senza gloria.

Saluti,

Michele

Rassegna Stampa: Baaria

Martedì, 29 Settembre 2009

Allora: le chiacchiere stanno a zero. Non ho molta voglia di scrivere oggi, ma lo devo fare quindi cerco la soluzione più economica possibile. La strada davanti a me è molto semplice: il citazionismo tarantiniano postmodernista (prossima settimana: segnatevi Bastardi senza gloria). E con queste tre parole ho già steso il 90% dei lettori (due persone).

Ordunque cosa c’è di bello nel mondo da citare ora? Da una parte abbiamo il nuovo film di Tornatore, Baaria, che non ho visto ma a pelle mi fa prurito e antipatia solo l’idea. D’altronde il buon Tornatore, che per quanto esportabile e graditissimo negli Stati Uniti una cima non è mai stata, da quella porcheria de La sconosciuta ormai ce lo siamo bell’e perso.

Come denigrare dunque un film che non ho ancora visto? A parte con il pregiudizio, intendo. Che, come dicevo tempo fa, alla fine così campato per aria proprio non è. Ci viene in aiuto il sempre ottimo blog di Luttazzi. Luttazzi ha cominciato mesi or sono un’iniziativa che lui chiama “La Palestra della satira”: invita i lettori a spulciare sulle notizie del giorno, partire da esse per creare una battuta satirica che lui prontamente pubblica sul blog con nome e cognome (e, in futuro, anche in un libro). Il risultato è talmente buono che in alcuni casi i lettori inviano battute migliori di molte di Luttazzi stesso. E’ il bello del mettersi in gioco e di far ragionare finalmente tutti con la propria testa.

Ordunque la schiera di battute riguardanti il film Baaria è abbastanza nutrita (ma meno di quella, assolutamente esilarante e da convulsioni per le risa, dedicata a Luca Badoer), complice anche il fatto che il film dopo Venezia è rimasto sulle pagine dei giornali vuoi per le faccende legate a Medusa, vuoi per altre piccole facezie. Vi incollo qui la raccolta delle battute inviate al blog con tanto di link diretto al post della Palestra. Buone ghignate.

25 Settembre 2009:

“Baarìa” sotto accusa per maltrattamenti agli animali. La LAV: “Nessun animale venga più costretto a guardare il film.” (Eddie Settembrini)

3 Settembre 2009:

Festival di Venezia, dieci minuti di applausi alla fine della proiezione di “Baaria”. Entusiasta il direttore della mostra Marco Muller:”Finalmente è finito” (Andrea Miele)

1. Bondi: ‘Baaria di Giuseppe Tornatore e’ un film magnifico, emozionante e profondo. E’ un omaggio alla sua citta’, ai personaggi reali e immaginari che ne popolano i racconti e i ricordi. Dosando la commozione e il sorriso, il regista descrive e inventa una storia, un mosaico, un coro in cui tutti gli italiani possono riconoscersi. E’ un film epico e privato, sincero e immaginario, ilare e malinconico, profondamente legato alle radici e capace di incuriosire gli spettatori che vivono dall’altra parte del mondo. Le immagini, i volti, le atmosfere di ‘Baaria’ sono un dono per la storia del cinema mondiale.’
2. Bondi:’Baaria è un film prodotto da Medusa.’ (Federico Graziani)

Scomparso il virus H1N1 nel 24enne in coma. I film di Tornatore sono micidiali. (Fabio Bellacicco)

2 Settembre 2009:

Berlusconi: «Baarìa capolavoro». Nel caso servisse un nuovo motivo per evitare i film di Tornatore.(Gianmaria Caschetto)

Saluti,

Michele