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FiveObstructions.Com - 36

Informazioni generali

Interpol

Olivier Marchal ha un'idea di cinema piuttosto ambiziosa. Sente sulle spalle il peso enorme di una tradizione francese che vede in Melville il suo esponente forse più famoso, ma è anche cosciente di quello che la contemporaneità sta offrendo al pubblico. E decide di cercare di soddisfare entrambe queste pulsioni. Prima di questo 36 si può dire che il suo cinema sia stato un fallimento, nel senso che non è riuscito a colpire il grande pubblico. Con la sfida tra Depardieu e Auteuil invece trova il ritmo giusto per esplodere.
Il cocktail è fondamentalmente una specie di mistura tra The heat e Frank Costello, con spruzzate di originalità di tanto in tanto. Si può dire che il risultato sia piacevole alla vista, molto più, ad esempio, del successivo L'ultima missione. Non riesce però a raggiungere le vette che gli permetterebbero di sfondare la barriera del solo intrattenimento. Questo perché Marchal si ferma a un lato più superficiale del raffronto tra la forza della personalità individuale e del bene comune. Porta sullo schermo una sfida tra due poliziotti nell'intendere il proprio lavoro e la propria missione. Ma questo scontro fallisce nel diventare critico, sia nei confronti della loro storia personale che della nostra.
Mann con The heat, e successivamente anche con il bel Nemico pubblico, va molto oltre. Va ad analizzare il complesso rapporto che sta tra il criminale e il poliziotto. Nella declinazione che può essere banalizzata con il famoso concetto: “Senza l'oscurità non esiste la luce”. Ovviamente la macchina da presa di Mann sa arrivare molto più in profondo di questa facciata. Marchal, invece, non lo fa.




FiveObstruction dice:

Voto3



Valutazione globale:

Voto3


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