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2009: Those who are left behind…

Five Obstructions vi dà il suo benvenuto ufficiale nel 2010 con il primo post dell’anno, che sancisce la fine ufficiale del nostro (brevissimo) periodo di blackout vacanziero. Bando ai ricordi in spiaggia del primo Gennaio siculo (ahhhhhh): si torna nelle lande ghiacciate della Danimarca vontrieriana.

Per quanto mi possa vantare del fatto che nel post di fine anno ho inserito le mie 127 visioni di film del 2009, 127 film sono piuttosto pochi per qualcuno che di mestiere fa il critico (fortunatamente io non lo faccio, e a dirla tutta non ho ancora capito che mestiere faccio esattamente). Anche perchè sono finiti i miei tempi da nullafacente studente universitario in cui vedevo dai due ai tre film al giorno: lo scorso anno ne ho a malapena visto uno al giorno ed è stata una battaglia.

Comunque sia, resta il fatto che nel menu di 127 film ne sono stati esclusi molti elementi validi. Molti film che avrei visto più che volentieri. Questo post sul blog ha intenzione di rendere onore a queste pellicole che sono rimaste in un angolo, trascurate.

Sul primo elemento di questa breve e poco rappresentativa lista non dirò molto. Si tratta di Moon, bel film di fantascienza alla Sunshine, diretto da un regista d’eccezione: il figlio di David Bowie, niente di meno! Il film ha avuto una distribuzione scellerata in Italia (mi dicono solo cinque copie). Non mi dilungo molto perchè sono riuscito a vederlo in questi primi giorni del 2010. E posso testimoniare che non solo le copie erano poche: erano anche di pessima qualità, almeno quella su cui si sono posati i miei critici occhi. Vi lascio al trailer e alla promessa di una recensione a breve, magari su Giornalettismo.

Un altro buco del mio 2009 cinefilo è rappresentato da Ricky. Ricky è il nuovo film di François Ozon, un regista francese assai bravo e plurinominato in molti tra i più importanti festival del vecchio continente (soprattutto Berlino, tra cui anche questo Ricky, ma anche Cannes e Venezia, senza molta fortuna però). Con Ricky il regista parigino ci racconta una favola surreale e con elementi che vanno a mescolare un realismo proprio dei fratelli Dardenne a quasi un fantasy. La sua domanda ci pone di fronte a un prodigio unico della natura, e a tutte le sue possibili conseguenze. Vedere il trailer per credere…

Altro giro altra corsa, questa volta per un film su cui non ho colpa per la mia mancanza. Si tratta dell’ultimo film di Tsai Ming-Liang: Visage. Le mie colpe si attenuano perchè, com’è ovvio attendersi, tale maestro del cinema orientale non è stato distribuito in Italia. Un paio di parole sul “maestro” Ming-Liang: praticamente tutti i suoi film mi hanno fatto due palle che la metà bastavano. E’ uno dei registi meno digeribili dell’intero panorama cinematografico contemporaneo. Perchè attendere dunque un suo film? Perchè quando ci si mette Ming-Liang è veramente superbo. In particolare due film sono riusciti a rompere, in maniera dirompente, il muro che sta tra la rottura di palle insopportabile e il film autoriale ostico ma in grado di mandarti in sollucchero l’anima: trattasi di Goodbye Dragon Inn e The hole (il secondo un vero e proprio pezzo di storia cinematografica immortale). In questo caso, il regista malese si trasferisce in Francia per confrontarsi con il mito di Salomè.

Curioso come Ming-Liang sembra intenzionato a un trasferimento in terra francese come già fatto da Wong Kar Wai e come sembra in procinto di fare anche Johnnie To.

Concludiamo con una carrellata rapida:

The informant, di Soderbergh, ovvero finalmente un film in cui Soderbergh fa Soderbergh: un cazzone divertente invece di un presuntuoso intellettuale radical chic:

Paranormal activity: giusto per curiosità, un horror che si avvale dei medesimi meccanismi di ripresa di Rec (a breve esce il 2!) e Diary of the dead, nonchè di una campagna pubblicitaria basata sul viral marketing più spinto:

Agora, nuovo film di Amenabar, chiamato a riscattarsi dopo il, per me, mediocre Mare Dentro (e non so come mai, ma il trailer non mi ispira molta fiducia):

Triage, film del bravo Tanovic, autore di No man’s land:

E infine, personale debolezza legata al rugby, Invictus, l’ultima fatica di Eastwood:

cinema dei buoni sentimenti della malora, ma tutto son disposto a personare se mi porti sul grande schermo François Pienaar.

Saluti,

Michele

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One Response to “2009: Those who are left behind…”

  1. On 06/01/2010 at 21:49 Maghetta responded with... #

    Questo si che è un post appetitoso, quasi il dessert della cena di stasera..
    Gli avanzi del super pranzo di Natale e/o del Cenone di Capodanno sono anche più buoni il giorno dopo!
    Intrigante il film sui fantasmi alla rec e quello del bambino con le ali!! :O
    Per non parlare del film sul fotografo di guerra *_* ..quello si che è un mestiere duro, certo è questione di scelta..però ti segna nel profondo e la tua vita cambia per sempre. Sono felice di vedere che ci sia un film sull’argomento, e lo vedrò al più presto!
    “The Informant” ha l’aria di essere un film in cui c’è da fiaccarsi dalle risate :D mi sa che finisce anche lui dritto sulla lista della spesa!
    Di “Moon” sono già alla ricerca, dato che la speranza era comunque di vederlo al cinema, ma da quanto leggo non credo ce ne sia più speranza ormai :( peccatu
    “Agora” mi è passato addosso.. Invece “Invictus” sembra una brutta parola, però un’occhiata ce la voglio dare. :D questo si che è un post serio!
    Ne aspetto altri, magari sui film del 2010, così sto al passo coi tempi anche io!
    ciao!

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